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Servizi essenziali acqua e rifiuti privato è meglio?

Servizi essenziali acqua e rifiuti privato è meglio?

Segnaliamo questa ricerca svolta in campo internazionale che finalmente, a nostro avviso, apre una finestra costruttiva ed auspicabile, per il contenimento dei costi dei servizi essenziali.

E sotto gli occhi di tutti che appena la gestione di questi servizi è stata demandata ad aziende private (privatizzazione) il costo dei servizi, ad esempio il costo dell’acqua del “sindaco”, è schizzato in alto adducendo   cause di incremento di maggior costi di gestione e qualità del servizio.

In realtà il servizio è pressochè lo stesso, anzi qualche volta peggiore, e i costi sono dovuti essenzialmente a aumenti che hanno il solo scopo di incrementare gli utili delle società.

Si è usato anche spesso la leva ecologica per indurre l’opinione pubblica ad accettare sacrifici in cambio di servizi puliti che salvaguardino l’ambiente, se non risultare nella realtà città invase dai rifiuti e rimpallo perenne di responsabilità dalle amministrazioni alle aziende (storia purtroppo odierna). In sintesi il servizio costa di più perché non inquiniamo più, se poi nella realtà paghiamo solo di più.

Non sempre, specie in questi settori fondamentali, privato è bello.

Riportiamo di seguito una breve introduzione al lavoro e anche il link per scaricare il libro

Aeci Toscana

Spinelli Fabrizio

Potete scaricare il libro a https://www.tni.org/en/node/23799

La storia taciuta

Di Satoko Kishimoto e Olivier Petitjean

Vi si può perdonare, specie se vivete in Europa, se pensate che i servizi pubblici sono di per sé costosi, inefficienti, forse anche un po’ superati, e che è difficile riformarli per metterli al passo con i tempi. Sarebbe abbastanza naturale pensare – quello che molti politici, mezzi d’informazione e sedicenti esperti ci ripetono continuamente – che noi cittadini e utenti dobbiamo rassegnarci a pagare tariffe sempre più alte per servizi di qualità sempre più scadente, e che i lavoratori di quei servizi non hanno altra scelta che accettare condizioni di lavoro sempre peggiori.

Sembra inevitabile che le società private assumano un ruolo sempre maggiore nell’erogazione dei servizi pubblici, perché tutto ha un prezzo, perché i politici hanno perso di vista il bene comune e i cittadini s’interessano unicamente al conseguimento dei propri obiettivi.

Questo libro però racconta una storia del tutto diversa. A volte può sembrare che stiamo vivendo un tempo in cui il profitto e l’austerità sono i nostri soli orizzonti. In realtà, là dove i radar dei media non arrivano, migliaia di politici, funzionari pubblici, lavoratori e sindacati, e movimenti sociali sono impegnati a rivendicare o creare servizi pubblici efficaci, volti a soddisfare i bisogni primari della gente e a rispondere alle nostre sfide sociali, ambientali e del clima. Il più delle volte ciò avviene a livello locale. Dalla nostra ricerca risulta che negli ultimi anni i casi di  (ri)municipalizzazione di servizi pubblici nel mondo intero sono stati 835, promossi a volte anche da diverse città riunite. In totale, oltre 1600 città di 45 Paesi diversi hanno (ri)municipalizzato i servizi pubblici locali, riuscendo quasi sempre ad abbattere costi e tariffe, a migliorare la qualità del servizio e nel contempo a garantire maggiore trasparenza e responsabilità. 

 

Il debito pubblico è come una carta revolving?

Il debito pubblico è come una carta revolving?

I nostri complimenti per questa analisi chiara ed a nostro avviso esaustiva sull'economia italiana e mondiale di cui nessuno parla e di cui sottoscriviamo ogni parola.

E' un pò lungo ma vi preghiamo di ascoltarlo tutto. 1433245293 Bank

 

COME FARE CHIAREZZA SULLE BOLLETTE 2.0

COME FARE CHIAREZZA SULLE BOLLETTE 2.0

Mai avuto difficoltà a leggere la bolletta?

Dalle statistiche del 2013 la percentuale di italiani che capiva le voci in bolletta era talmente bassa da far rabbrividire.

Tutti si lamentano dell’incomprensibilità di un pezzo di carta che fa sentire stupido, almeno un po’, quasi ogni proprietario di immobile in Italia, ma è veramente così? La risposta è no.

Chi ha voluto la nuova bolletta?

La realtà è che le bollette erano scritte in modo complicato apposta per celare eventuali “errori”, come quello commesso da Enel che  per 10 anni ha spedito bollette più alte del dovuto, ma nessuno ha mai detto niente, perchè nessuno ci capiva niente. Ebbene questa volta l’AEEG (Autorita Energia Elettrica e Gas) ha deciso di intervenire per migliorare le possibilità di lettura.

Quando sono arrivate le bollette 2.0?

Dal 2013 hanno iniziato a pensare ad una soluzione per produrre bollette più chiare, e a gennaio 2016, con 4 mesi di ritardo rispetto ai programmi, sono entrate in funzione le bollette semplificate, cosiddette bollette 2.0.

Abbiamo chiarito chi ha deciso questo cambio di rotta, perchè e quando è avvenuto, rimane solo una domanda: la più importante

Quali sono le differenze con la vecchia bolletta?

La nuova bolletta avrà, con l’obiettivo di aumentarne la leggibilità, il totale da pagare diviso per voci:

quota energia

in €/kWh (kiloWatt ora) per l’energia elettrica o €/Smc (Standard metro cubo) per il gas rappresenta il prezzo reale dell’energia acquistata

quota fissa (non sempre specificata)

trasporto e gestione contatore

nella vecchia bolletta rientrava sotto la voce “servizi di rete”, rappesenta i costi di trasporto dell’energia fino al vostro domicilio e per la gestione del contatore

oneri di sistema

anch’essi compresi nei vecchi “servizi di rete” comprendono i lavori di manutenzione alla rete per l’elettricità ammonta anche al 25% del totale, per il gas è invece irrisoria

        Ricalcoli

solo se presenti, riguardano gli aggiustamenti rispetto alle bollette precedenti

      altre partite

solo se presenti, sono rimborsi di vario genere, ad esempio per doppia fatturazione o per l’uso del gas metano

      bonus sociale

per gli aventi diritto che l’hanno richiesto

      imposte e IVA

     TOTALE della bolletta

Un’ altra differenza importante è la presenza di grafica e colori per migliorare la comprensione, tramite grafici a torta o istogrammi con leggenda.

Novità di questa bolletta 2.0 è anche l’incentivo, con un piccolo sconto, per la ricezione della bolletta in formato digitale sulla casella di posta elettronica in ottica ecosostenibile, in modo da risparmiare carta e il carburante del trasporto di una semplice busta. Ovviamente si potrà ricevere anche in formato cartaceo pagando la differenza.

Ultima novità essenziale è l’inserimento del costo medio unitario.

Cos’è il costo medio unitario?

Assodato che il prezzo pagato è decisamente maggiore al costo dell’energia (prima voce) il costo medio unitario ci da un’idea di quanto realmente ci costa ogni kWh di energia elettrica o Smc di gas.

Ipotizzando che il nostro consumo si aggira attorno a 300 kWh, il costo dell’energia è di 0,09 €/kWh e il totale della mia bolletta è di 50 €.

L’effettivo costo dell’energia utilizzata è:

300 kWh x 0,11 €/kWh = 27€

Ma come possiamo notare il totale è di 50 euro.

Il costo medio unitario quindi è il totale della bolletta diviso per i kWh utilizzati: il risultato è il prezzo effettivo per ogni kWh compreso di tasse e altre spese, quindi:

50 € / 300 kWh = 0,17 €/kWh

In conclusione quindi ogni kWh che utilizziamo ci costa 0,09 € di energia e 0,08 € di altre spese e tasse. 0,17 €/kWh è il costo medio unitario.

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SCANDALO DIAMANTI: SE HAI INVESTITO, ECCO COSA FARE PER TUTELARTI

SCANDALO DIAMANTI: SE HAI INVESTITO, ECCO COSA FARE PER TUTELARTI

La strategia di A.E.C.I. a tutela degli investitori, dopo l’incontro con IDB – Intermarket Diamond Business

Dopo la sanzione dell'Antitrust del 30 ottobre 2017 di 15,35 milioni di euro contro le società Intemarket Diamond Business (IDB) e Diamond Private Investment (DPI), insieme a Unicredit Banco BPM (per IDB) eIntesa Sanpaolo e MPS (per DPI), A.E.C.I. il 12 dicembre u.s. è stata convocata da IDB - Intermarket Diamond Business, una delle aziende coinvolte nello scandalo dei diamanti (vedi articolo), insieme ad altre Associazioni di Consumatori, alle Banche sanzionate dall’Antitrust e ad altre due aziende attive nel mercato dei diamanti da investimento (DPI - Diamond Private Investment e IDD - International Diamond Diffusion).

Il silenzio delle Banche che hanno ritenuto di non partecipare all’incontro è stato assordante (tra le quali Unicredit e BPM – Banca Popolare di Milano). Per le Banche, l’unico istituto presente è stato, infatti, Monte dei Paschi di Siena.

Dopo ampia discussione, si è stabilito di costituire due tavoli di lavoro finalizzati a:

1) creare un Tavolo Di Conciliazione davanti al quale discutere delle controversie tra i clienti e le Aziende che hanno venduto i diamanti di investimento.

2) elaborare un Codice Di Condotta ex art. 27 bis del Codice del Consumo condiviso con le Associazioni a tutela dei consumatori per rendere più trasparente il mercato dei Diamanti da investimento e tutelare maggiormente i consumatori in tutte le fasi del rapporto contrattuale. Attraverso questo Codice verrà definito il comportamento dei professionisti che si impegnano a rispettare tali codici con l'indicazione del soggetto responsabile o dell'organismo incaricato del controllo della loro applicazione.

Relativamente al Tavolo Di ConciliazioneA.E.C.I. ha accolto favorevolmente la proposta in maniera da affrontare e risolvere in via stragiudiziale le controversie insorte. L’Associazione si è, dunque, resa disponibile alla partecipazione ailavori per la sua costituzione e per l’elaborazione delle relative procedure.

Le Aziende coinvolte, tuttavia, non si sono esposte sulle possibili soluzioni offerte ai Consumatori. Vista l’assenza all’incontro, non si sa ancora se le Banche parteciperanno al Tavolo.

La costituzione del Tavolo non significa che A.E.C.I. accetterà incondizionatamente per i propri soci le soluzioni che le Aziende riterranno di mettere sul tavolo per i Consumatori danneggiati dall’acquisto dei Diamanti presso gli istituti bancari. 

Come sempre, A.E.C.I. sarà dalla parte del Consumatore: come obiettivo primario la tutela dei diritti dei consumatori danneggiati, si riserverà di valutare le proposte ed accettarle solo qualora siano considerate congrue per i consumatori. 

Per questo è importante raccogliere quante più segnalazioni possibili, in modo da rafforzare il nostro “potere contrattuale” nei confronti delle aziende che hanno venduto i diamanti, in modo da avere maggiori possibilità di poter chiudere positivamente la vicenda già in fase stragiudiziale.

In caso contrario A.E.C.I. è pronta a procedere nelle sedi opportune.

In attesa di valutare le proposte di soluzione risultanti dal Tavolo di Conciliazione e i vantaggi per i Consumatori coinvolti nella vicenda, A.E.C.I. ha, comunque, delineato una strategia a tutela dei Consumatori che hanno investito in Diamanti. 

Se avete acquistato Diamanti da investimento, scrivete a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. e vi forniremo tutte le indicazioni per essere tutelati da A.E.C.I.

 
 
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