E' possibile rendere visibile agli occhi fisici qualcosa che altrimenti appartiene al nostro sentire, intuire, percepire....

E' la struttura stessa del colore che lo consente, insieme ad un lavoro di “pulizia interiore da interferenze". Il colore è infatti Essenza ma anche Manifestazione sul piano fisico. Quindi, predisponendosi all’accoglienza “consapevole ed impersonale”, preparando il proprio spazio sacro (il foglio), riempito con l’acqua, quasi fosse uno specchio (a nostra immagine e somiglianza), il colore diviene un ponte fra il nostro mondo interiore e il manifesto, l'opera così diviene un vero e proprio portale dimensionale, da osservare, e in alcuni casi interagire.

Quindi è possibile rendere visibile agli occhi fisici qualcosa che altrimenti appartiene al nostro sentire, intuire, percepire....
Sì, in questo è di grande aiuto all’uomo che voglia osare conoscere e interagire quel multi ed uni-verso che è in lui.

E' una tecnica che permette di osservare nel colore le nostre dinamiche, paure, limiti, le nostre scivolate, i nostri dubbi, che può aiutarci ad accettarci e ad accettare, che tramuta i traumi in opportunità evolutive ma che può anche confermarci quanto intuito, rafforzandoci nell'autostima, nelle scelte, nel percorso intrapreso, che libera da schemi preordinati, individua e sviluppa potenzialità e talenti nel breve tempo di un pensiero… un meraviglioso, semplice ed immediato strumento per pulire il campo emozionale, "per alleggerire lo zaino", e prendere consapevolezza della Perfezione, che G. Grabovoi chiama Norma Divina, che è già insita in noi.

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