ASSOCIAZIONE EUROPEA CONSUMATORI INDIPENDENTI SEDE REGIONALE TOSCANA       Tel.+39 0587-635536     Cell. 338.9951708 

MALASANITÀ E DIRITTI DEL PAZIENTE

Il fatto che la malattia da cui è affetto un paziente sia incurabile non è sufficiente a “scriminare” il lungo ritardo del medico nella corretta diagnosi. E’ quanto stabilito dalla Corte di Cassazione, con la sentenza numero 50975 dell’8 novembre 2017. Secondo i massimi giudici  l’allungamento della vita è un bene giuridicamente rilevante e va preso in considerazione nella valutazione della responsabilità, 

L’Azienda Ospedaliera Careggi di Firenze ha pagato, ad oggi, cifre da record per risarcimenti a pazienti colpevolmente danneggiati da professionisti dell’ospedale. E’ di 2 milioni e 250 mila euro l’importo del maxi risarcimento stabilito con un accordo stragiudiziale, dopo  un lungo confronto tra gli avvocati della famiglia della paziente e quelli dell’azienda sanitaria, in conseguenza di un intervento di chirurgia robotica erroneamente eseguito su una donna ricoverata per un’operazione all’addome nel Giugno del 2015.

Nell’ambito delle situazioni di responsabilità del medico o della struttura sanitaria quella di errori ed omissioni nella diagnosi è una delle più comuni con possibili effetti e conseguenze gravi per la salute. In caso di mancata guarigione o di peggioramento delle condizioni è dovuto un risarcimento danni. Anche se vi è stata una errata diagnosi a cui non segua un peggioramento della salute del paziente o a cui segua la guarigione dello stesso, ci sono alcuni casi particolari per i quali può comunque configurarsi un inadempimento risarcibile a prescindere dall’effettiva guarigione

Numerosi sono in Italia i casi di malasanità e di responsabilità delle strutture sanitarie che si concludono dopo un iter giudiziario spesso lungo e che vedono riconosciuto ai parenti il giusto e adeguato risarcimento per la perdita di un congiunto. A volte però, anche dopo la condanna, per ottenere l’effettivo risarcimento sono necessarie ulteriori battaglie legali, perché le strutture tardano a risarcire le vittime o i parenti, costringendoli ad ulteriori azioni esecutive.

Il Tribunale civile di Velletri ha riconosciuto 660mila euro di risarcimento ai familiari di un uomo morto nel 2009 a 61 anni per un tumore al polmone non diagnosticato quattro anni per un errore nella lettura dell’esame radiologico   prima.  Condannata a pagare per danno morale per la perdita del parente la Azienda Sanitaria dove l’uomo effettuò nel 2005 una Tac che non venne ben interpretata dal radiologo,

La cartella clinica è essenziale strumento per consentire al paziente di avere adeguata e doverosa informazione in merito al suo stato di salute, alla diagnosi, alla cura della sua malattia, in maniera da permettergli scelte consapevoli, sicché questa deve essere chiara, leggibile e contenere tutte le informazioni indispensabili, ed è inoltre una documento essenziale nei giudizi di responsabilità per colpa medica.  

Sedicimila italiani cardiopatici sarebbero stati richiamati in questi giorni dagli ospedali di tutta Italia per l’avviso diramato dalla St. Jude Medical in relazione al possibile malfunzionamento di alcuni modelli dei pacemaker prodotti dall’azienda statunitense.

Su “Il Tirreno” di oggi la notizia del risarcimento di mezzo milione agli eredi di una persona contagiata anni fa dauna trasfusione. Riferisce il quotidiano toscano di “una trasfusione dagli effetti letali a lunga scadenza. Di quelle con sangue avariato dall’epatite C che ti viene iniettato nelle vene e dal quel momento inizia ad ammorbare corpo e organi. Fino alla morte. A distanza di trent’anni da quando la loro mamma, una maestra elementare di Pisa,

Sono tante le casistiche di malasanità e danno per errore del medico o dell’ospedale o struttura sanitaria. Quali sono le responsabilità professionali e come fare causa per ottenere i risarcimenti, e  quali sono i tempi e le varie casistiche?  Ecco una breve guida con le principali informazioni:

Danno da errore medico e responsabilità:

E’ stato da tempo appurato che alcune  protesi d’anca, interamente metalliche, possono rilasciare ioni metallici, sopratutto di cromo e cobalto: in particolare i microgranuli di cobalto possono creare una reazione da corpo estraneo, che può determinare lo scollamento della protesi.. In più, il cobalto, è un metallo che, a determinate concentrazioni, può essere tossico, e causare problemi neurologici e gravi dolori muscolari.

Secondo alcune stime ogni anno, 320 mila (pari a circa il 4%) subiscono danni o conseguenze (malattie) dovute a errori nelle cure o a disservizi che potrebbero essere evitati. I dati più preoccupanti riguardano i casi di morte. Si stima che le stime tra un minimo di 14 mila a un massimo di 50 mila pazienti muoiono in conseguenza di errori compiuti da medici o provocati da una non adeguata organizzazione delle strutture sanitarie.